Un giudizio sulla Granfondo mtb Alta Valtellina
G.F. Alta Valtellina Salve a tutti! Scusate ma in questo periodo di stacco non vi ho potuto aggiornare tempestivamente sulla splendida corsa disputata domenica. Gia' il nome dice tutt
G.F. Alta Valtellina
Salve a tutti! Scusate ma in questo periodo di stacco non vi ho potuto aggiornare tempestivamente sulla splendida corsa disputata domenica. Gia' il nome dice tutto: Valtellina, precisamente a Bormio.
Non ero mai stato tra queste montagne lombarde e devo dire che hanno il loro fascino. Diversamente dalle Alpi Orientali, il paesaggio e' leggermente piu' aperto ma non per questo meno impervio: piccoli ruscelli si alternano a splendidi boschi di abeti, contornati da malghe isolate con tanto di recinto e ciuchino incorporato. Sembrava di essere in una favola!
Ambientazione da vera mountain-bike quindi, con il paese di Bormio che ha egregiamente ospitato gli oltre 800 partenti, schizzati via dal viale del Pentagono (centro sportivo polifunzionale) alle ore 10 di domenica 26 luglio.
La manifestazione prevedeva 2 percorsi: un medio di tutto rispetto (40 km e 1430 m di dislivello) ed un impegnativo marathon (60 km e 2100 m di dislivello), che si snodavano entrambi nei comuni di Bormio, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva. La gara era resa ovviamente piu' impegnativa considerato il fattore altitudine ( anche se non si saliva mai oltre i 1750 metri ) da non sottovalutare per dei biker "da riviera" come noi. Questo e' uno dei motivi che mi ha portato a fare il medio e dato che lo sforzo era qui di durata minore, la tattica di gara e' stata partire "a fiamma" e dare tutto senza gestirsi.
Dopo la partenza, si percorrevano inizialemente le vie del paese fino ai piedi della prima salita, chiamata "di lancio": una strada asfaltata larga abbastanza da non essere intasata e da consentire ai piu' veloci di sorpassare in tranquillita', che portava all'abitato di Piatta e continuava a salire, fino ad immettersi in un percorso verde (strada bianca ben battuta alternata a tratti lastricati) che con una serie di saliscendi arrivava fino a localita' Calvarana di Sopra (al km 11, posta a 1680 m s.lm. ) Immaginatevi, data la presenza di numerosi big (Catteneo, Bianchi, Deho ecc.) com'e' stata concitata la partenza! Mi hanno lasciato senza fiato! Cercando di spingere al massimo, sempre fuori soglia ma non troppo, ho impostato il mio ritmo ed ho proseguito per la velocissima discesa (una pista da sci da urlo!) fino all'abitato di Sant'Antonio. Qua un gruppo di "passistoni" mi ha letteralmente "tirato il collo" sui 2 km pianeggianti di pista ciclabile (viaggiando tra i 40 e i 45 km/h, velocita' per me inconcepibili) fino alla seconda salita: 3.5 km veramente duri, costituiti da strappi ripidissimi alternati a tratti sempre ripidi ma piu' pedalabili (da centrale s'intende). Giunti in cima una veloce discesa portava nuovamente al piccolo abitato di Sant'Antonio da dove si inerpicava la terza ascesa, quella che alla fine, con una serie di saliscendi, conduceva alla localita' "Plazzanecco", Cima Coppi di giornata. Qua c'e' stata la resa dei conti: tutti quelli che hanno forzato troppo nelle fasi iniziali, hanno prima cercato di resistere sui primi dolci tratti asfaltati, ma hanno poi ceduto sui bellissimi e ripidi tornanti successivi. Il GPM era posto al km 28: mancavano altri 12 km fino all'arrivo, ovvero i piu' belli. Da qua iniziano uno serie di discese tecniche (single-track mozzafiato, da spallate con gli abeti) alternati da rampe quasi al ribaltamento lungo prati e radure al sole. In molti hanno sentito la fatica, soprattutto sul lato della lucidita', necessaria a questo punto per anticipare la cambiata (per evitare di rompere) o per scegliere la traiettoria giusta e guidare pulito (altrimenti la foratura era in agguato).
A 5 km dal termine, favoloso il passaggio nella piazza di Bormio (dopo essere transitati dal primo tornante del passo Foscagno con scritto "Bormio 1225" m a lettere cubitali) con tanto di speaker e folla che incitava (incredibile come e' appassionata la gente del posto). Siamo quasi alla fine, ecco l'ultimo tratto: si costeggia tutto il paese e si arriva dopo un megarettilineo finale da volata al "cardiopalma" sotto lo striscione d'arrivo.
Percorso eccezionale, non c'e' che dire; mi sono anche divertito perché contentissimo del mio risultato (26^ assoluto e 8^ di categoria), ma soprattutto per come e' stata organizzata la manifestazione. Tutto e' stato curato nei minimi dettagli: l'ingresso in griglia (rigorosamente dopo il passaggio della banda musicale sul rettilineo d'arrivo; pensate c'erano 3 addetti per ogni griglia), la segnaletica sul percorso, l'assistenza (tutti, nessuno escluso, per farsi riconoscere avevano la solita divisa) ed i ristori ben forniti ed impeccabili.
Ma una nota di merito deve essere fatta per il pasta party: gratis per gli atleti e a pagamento per gli accompagnatori (10 euro), ma vi assicuro che si stava meglio che al ristorante. Comodamente seduti all'interno del pentagono, su tavoli apparecchiati con tovaglie di stoffa (mai visto!), come primo si poteva scegliere tra pasta bianca o al pomodoro oppure i veri, orginali pizzoccheri (con formaggio, patate, cavolo); squisiti bresaola e formaggio locale come secondo e banane, pesche o mele come frutta. Concludeva il pasto una magnifica crostata fatta in casa come dolce. Il tutto accompagnato da acqua o vino.
Non posso che commentare positivamente questa esperienza, sperando di non avervi annoiato, vi saluto,
Filippo Manzani - Mtb Club Cecina
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